Anosmia

Anosmia: come riconoscere e affrontare la perdita dell’olfatto

Il senso dell’olfatto di una persona viene guidato da specifici processi. Affinché ciò possa avvenire, per prima cosa, la molecola che viene rilasciata da una sostanza (come la fragranza di un fiore, ad esempio) deve poter stimolare speciali cellule nervose (chiamate cellule olfattive) situate in alto nel naso. Poi queste cellule nervose mandano l’informazione al cervello, dove viene identificato l’odore specifico.

Qualsiasi problema che coinvolga il nostro sistema olfattivo – la congestione o l’ostruzione del naso, un’infiammazione nel suo strato interno, danni ai nervi o funzioni cerebrali alterate – influisce sulla nostra capacità di percepire gli odori normalmente. Il senso dell’olfatto serve per più di uno scopo: non solo ti permette di percepire un gran numero di aromi, ma ti avverte anche di potenziali pericoli come fumo o fughe di gas.

La perdita del senso dell’olfatto per lesione delle vie o dei centri olfattivi può essere parziale, ed in questo caso si parla di ipossia, oppure  o totale, ed allora si parla di anosmia.  Sebbene la perdita di olfatto sia raramente il sintomo di una patologia grave, anche una perdita parziale di olfatto può far sì che tu perda interesse nel mangiare, cosa che può portare a perdita di peso, denutrizione o addirittura depressione. La perdita dell’olfatto può essere temporanea o permanente, a seconda della causa che le  determinano. Le cure dipendono dalla causa che le ha prodotte. Ma andiamo con ordine.

Come funziona il senso dell’olfatto

Per meglio comprendere queste problematiche, è utile vedere prima com’è fatto e come funziona il nostro sistema olfattivo.

il sistema olfattivo

Il senso dell’olfatto, proprio come il senso del gusto, è un senso di tipo chimico. Vengono chiamati sensi chimici perché individuano le sostanze chimiche presenti nell’ambiente, con la differenza che l’olfatto funziona a distanze molto più lunghe rispetto al gusto. Il processo dell’olfatto funziona più o meno così:

  • Le molecole olfattive vaporizzate (sostanze chimiche) presenti nell’aria raggiungono le narici e si dissolvono nella mucosa (la quale si trova nella parte alta di ogni narice).
  • Nella cavità nasale, al di sotto della mucosa, nell’epitelio olfattivo, delle cellule recettoriali specializzate, dette recettori olfattivi, identificano l’odore. Questi neuroni sono in grado di individuare migliaia di odori diversi. I recettori olfattivi trasmettono queste informazione ai bulbi olfattivi, situati nel retro del naso.
  • I bulbi olfattivi hanno dei recettori sensitivi che fanno parte del cervello e che mandano dei messaggi direttamente a,
    • alla perdita del senso del gusto i centri cerebrali più primitivi, dove influenzano le emozioni ed i ricordi (strutture del sistema limbico),
    • ed ai centri più “elevati” dove modificano il pensiero cosciente (neocorteccia o neo-cortex).

Questi centri cerebrali percepiscono gli odori, ed attivano la memoria per ricordarci delle persone, dei luoghi, o degli eventi associati a queste sensazioni olfattive.

Analizziamo più in dettaglio quali sono i sintomi, le cause ed i rimedi in particolare per quanto attiene alla perdita totale del gusto, l’anosmia, che è l’argomento dei questo nostro articolo.

I sintomi

Il senso dell’olfatto è un processo complesso e affascinante che ci consente di percepire e interpretare gli odori presenti nell’ambiente circostante. Questa capacità sensoriale inizia quando le molecole odorose, rilasciate da diverse sostanze, entrano nelle narici e raggiungono la regione superiore della cavità nasale, dove si trova l’epitelio olfattivo.

L’epitelio olfattivo è una piccola area specializzata, ricoperta da un sottile strato di muco, che ospita le cellule recettoriali olfattive. Queste cellule sono neuroni sensoriali unici, dotati di sottili ciglia immerse nel muco. Le molecole odorose si sciolgono nel muco e interagiscono con i recettori olfattivi situati sulle ciglia delle cellule recettoriali. Ogni cellula recettoriale esprime un solo tipo di recettore olfattivo, e ciascun recettore può legare specifiche molecole odorose. La varietà dei recettori olfattivi nell’epitelio umano, che si stima siano circa 400 tipi diversi, ci consente di riconoscere e distinguere migliaia di odori differenti.

Quando una molecola odorosa si lega al suo recettore specifico, la cellula recettoriale olfattiva viene attivata e genera un segnale elettrico. Questi segnali vengono poi trasmessi ai bulbi olfattivi, situati proprio sotto la base del cervello, tramite sottili prolungamenti chiamati assoni. I bulbi olfattivi contengono gruppi di neuroni, noti come glomeruli, che ricevono segnali dalle cellule recettoriali olfattive. Ogni glomerulo elabora le informazioni relative a un particolare odore, permettendo di distinguere tra le varie sfumature olfattive.

Dai bulbi olfattivi, i segnali olfattivi vengono inviati a diverse regioni del cervello, inclusi il sistema limbico, che svolge un ruolo cruciale nelle emozioni e nella memoria, e la corteccia olfattiva, che è implicata nell’identificazione e nella discriminazione degli odori. Questo intricato percorso consente non solo di riconoscere gli odori ma anche di associarli a esperienze passate, emozioni e ricordi.

La perdita o l’alterazione del senso dell’olfatto, nota come anosmia, può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, influenzando la percezione dei sapori, la sicurezza personale e il benessere emotivo. Le cause dell’anosmia possono variare da infezioni respiratorie, come nel caso di alcuni pazienti affetti da COVID-19, a traumi cranici, malattie neurodegenerative e ostruzioni nasali.

In conclusione, il senso dell’olfatto è un sistema complesso che coinvolge l’interazione tra recettori specializzati, il sistema nervoso e il cervello, permettendoci di navigare e interpretare il mondo attraverso gli odori.

Le cause

Le cause comuni. Il raffreddore e la congestione nasale, sono le cause più comuni di una perdita di olfatto parziale e temporanea

Le altre cause comuni. Le altre cause che elenchiamo di seguito sono quelle che vengono comunemente associate a questa condizione Queste comprendono:

  • la sinusite cronica,
  • le infiammazione dei seni nasali,
  • le ostruzioni dei seni nasali,
  • le infezioni virali,
  • il fumo,
  • Le allergie, l’influenza (spesso, quando la causa è questa, l’anosmia è temporanea).

Le cause meno comuni. Le cause meno comuni  possono essere dovute invece,

  • ai dei medicinali,
  • all’uso di cocaina,
  • all’esposizione tossica a sostanze come benzene, acetato di butile, clorina, formaldeide, acetato di etile, e solventi per pitture,
  • all’esposizione “industriale” ai metalli pesanti,
  • a dei fattori nutrizionali, come le deficienze di vitamine A, B6, B12, ed a tracce di metalli negli alimenti,
  • danni al cervello o ai nervi: i nervi che portano ai centri olfattivi del cervello o al cervello stesso possono essere danneggiati o deteriorati da queste condizioni:
    • invecchiamento,
    • malattia di Alzheimer,
    • aneurisma cerebrale,
    • chirurgia cerebrale,
    • tumore cerebrale (sia canceroso che non canceroso),
    • esposizione chimica a solventi o insetticidi specifici,
    • diabete,
    • malattia di Huntington,
    • sindrome di Kallmann (incapacità dei testicoli di produrre sperma),
    • sindrome di Klinefelter (una patologia in cui i maschi hanno un cromosoma X in più nella maggior parte delle loro cellule),
    • psicosi di Korsakoff (un disturbo cerebrale causato dalla mancanza di diammina),
    • malnutrizione,
    • medicinali (ad esempio, alcuni farmaci per l’ipertensione),
    • sclerosi multipla,
    • atrofia sistemica multipla (una patologia progressiva del sistema nervoso),
    • malattia ossea di Paget (patologia che colpisce le ossa, a volte quelle del volto),
    • niemann-Pick (una forma di demenza),
    • radioterapia,
    • rinoplastica,
    • schizofrenia,
    • sindrome di Sjogren (una malattia infiammatoria che generalmente causa secchezza di bocca e occhi),
    • traumi cerebrali,
    • carenza di zinco,
    • spray nasali contenenti zinco.

NB- Consulta il tuo medico o un altro professionista per avere una diagnosi precisa in ordine alla tua anosmia /ipossia, alla sua temporaneità o meno, alle causa che le determinano.

Le cure

Il fatto che l’anosmia si possa curare o no, dipende sopratutto dalla causa che sta alla sua base. Le persone affette da anosmia congenita non hanno idea di cosa significhi il l’odore  e non saranno in grado di percepire gli odori per tutta la vita. Al momento, non esiste una cura (conosciuta) per l’anosmia congenita. Tuttavia, altri tipi di anosmia possono essere migliorati o risolti quando la causa alla base viene trattata. Per esempio, se la causa è un gonfiore del naso o la sinusite, gli steroidi possono liberare le vie aeree e ripristinare il tuo senso dell’olfatto.

I trattamenti che potrebbero funzionare, a seconda della tua condizione, possono essere costituiti da:

  • dei lavaggi nasali,
  • uno spray nasale steroideo,
  • un’antistaminico,
  • delle compresse steroidee,
  • un’operazione per rimuovere i polipi nasali,
  • un’operazione per raddrizzare il setto nasale,
  • un’operazione per ripulire i seni, della chirurgia endoscopica sinusale: nella chirurgia endoscopica sinusale bilaterale, il chirurgo apre tutti i tuoi seni pulendoli per ridurre l’infiammazione e permettere ai lavaggi nasali e agli spray di raggiungerli. In alcuni centri, questo potrebbe implicare l’uso di un sistema di immagini guida per tracciare una mappa dei tuoi seni. La chirurgia endoscopica sinusale implica anche la rimozione di eventuali polipi presenti. Questo trattamento può ripristinare un po’ di olfatto per molte persone affette da anosmia quando i trattamenti con i medicinali hanno fallito. Tuttavia, se non continui ad assumere i medicinali nasali in seguito, l’anosmia probabilmente si ripresenterà.

Tutti questi trattamenti potrebbero presentare degli effetti collaterali: se soffri di anosmia solo il tuo medico può guidarti nella scelta del trattamento più adatto alle tue particolari esigenze.

Come convivere con l’anosmia

Se sei affetto da anosmia, avrai la necessità di prendere delle precauzioni speciali dal momento che non sei in grado di percepire l’odore degli incendi, di fumi velenosi, di fughe di gas o di cibo andato a male. Sarebbe bene perciò che a tale scopo tu:

  • installi degli allarmi antifumo in tutte le zone della casa, specialmente in cucina e vicino al camino;
  • cambi gli elettrodomestici che utilizzano il gas naturale con degli apparecchi elettrici, o che consideri di installare un rivelatore di gas naturali;
  • evidenzi chiaramente le date di scadenza dei cibi e scriva la data sui  cibi che ti sono rimasti, così da sapere quando buttarli via;
  • legga attentamente le etichette dei prodotti come quelli per pulire il bagno e la cucina, e gli insetticidi, per essere conocere le sostanze chimiche contenute in essi.

Alcune persone notano un calo del loro appetito dovuto all’anosmia: tuttavia è importante continuare a mantenere regolari i tuoi livelli di nutrienti. A tale scopo potrebbe essere utile impostare dei promemoria per i pasti e per pesarsi regolarmente: per assicurarsi di mantenersi in buonasalute.

Anosmia e COVID-19: la connessione

L’anosmia, la perdita del senso dell’olfatto, si è rivelata uno dei sintomi distintivi dell’infezione da COVID-19. Studi recenti hanno iniziato a svelare i meccanismi sottostanti questa condizione e le possibili implicazioni per il trattamento e la gestione dei pazienti affetti da COVID-19.

Incidenza dell’anosmia nei pazienti COVID-19

Una revisione condotta da Emma Kanaganayagam e colleghi ha evidenziato che circa il 47% dei pazienti COVID-19 autosegnala disturbi olfattivi, sebbene l’inaccuratezza dell’autosegnalazione possa suggerire che questa percentuale sia effettivamente più alta.

Sebbene il virus SARS-CoV-2 colpisca l’epitelio olfattivo nasale, le evidenze attuali suggeriscono che l’infezione neuronale sia estremamente rara sia nella periferia olfattiva che nel cervello. Tatsuya Tsukahara e colleghi sostengono che meccanismi indiretti contribuiscano alla disfunzione del sistema olfattivo nei pazienti COVID-19, attraverso danni ai tessuti, risposte infiammatorie e la regolazione negativa dei geni dei recettori odoranti nei neuroni sensoriali olfattivi.

Una revisione sistematica condotta da A.E. Meller e colleghi ha riassunto i dati della letteratura sull’anosmia associata a COVID-19, discutendo i meccanismi ipotetici di sviluppo, le caratteristiche cliniche e i metodi di diagnosi e trattamento.

Rafal Butowt e Christopher S von Bartheld, invece, esaminano le implicazioni della recente evidenza che la prevalenza della disfunzione dell’olfatto e del gusto nei pazienti COVID-19 differisce tra le popolazioni, possibilmente a causa di differenze nella proteina spike di diverse ceppi virali o a causa di differenze nelle proteine ospiti che consentono l’ingresso del virus, modificando così l’infettività.

Sequenze neurologiche di COVID-19

Un articolo di Samuel J Ahmad e colleghi esamina le varie manifestazioni neurologiche associate a COVID-19, che variano in gravità da sintomi lievi come mal di testa o mialgie a sintomi più gravi come ictus, psicosi e anosmia. Sebbene alcune delle complicazioni neurologiche associate a COVID-19 siano lievi e reversibili, un numero significativo di pazienti soffre di ictus.

COVID-19 e malattie orali: interconnessioni

Daniela A Brandini e colleghi discutono le manifestazioni orali di COVID-19 e la sua possibile associazione con le malattie orali, sottolineando il potenziale legame tra COVID-19 e l’infiammazione dei tessuti orali.

Potenziale uso di fitochimici per il recupero dall’anosmia e ageusia
indotta da COVID-19

Una ricerca condotta da Sachiko Koyama e colleghi esplora l’utilizzo di fitochimici per il recupero dall’anosmia e ageusia indotte da COVID-19, evidenziando il potenziale dei composti vegetali con proprietà antinfiammatorie e antivirali per facilitare il recupero delle funzioni sensoriali compromesse.

Disorganizzazione non-cellulare dell’architettura nucleare come possibile causa dell’anosmia indotta da COVID-19

Uno studio di Marianna Zazhytska e colleghi suggerisce che l’infezione da SARS-CoV-2 può causare una disorganizzazione dell’architettura nucleare nei neuroni, portando alla riduzione dell’espressione dei geni dei recettori olfattivi e potenzialmente contribuendo all’anosmia nei pazienti COVID-19.

Trattamenti COVID-19 e patogenesi, inclusa l’anosmia nei topi K18-hACE2

Uno studio condotto da Jian Zheng e colleghi su topi transgenici K18-hACE2, utilizzati per studiare l’infezione da SARS-CoV-2, dimostra che il virus può causare malattie gravi nei polmoni e, in alcuni casi, nel cervello. È interessante notare che, sebbene il trattamento con plasma convalescente da un paziente guarito da COVID-19 abbia prevenuto la maggior parte dei segni clinici della malattia, non ha impedito l’anosmia, offrendo una preziosa prospettiva per la comprensione dell’anosmia COVID-19.

Mecanismi dell’anosmia causati dai sintomi di COVID-19 e trattamenti emergenti

Raziyeh Najafloo e colleghi discutono i meccanismi dell’anosmia nei pazienti affetti da COVID-19, esplorando le possibili ragioni della perdita olfattiva, che includono sindrome della fessura olfattiva, infiammazione locale nell’epitelio nasale e danno ai neuroni olfattivi e alle cellule staminali. Questo studio propone anche nuove strategie per il trattamento dell’anosmia a lungo termine risultante dall’infezione da COVID-19, aprendo la strada a potenziali terapie innovative.

Considerazioni finali

L’integrazione di queste ricerche fornisce una visione più ampia dell’anosmia associata a COVID-19, offrendo nuovi spunti sui meccanismi sottostanti, le implicazioni cliniche e le potenziali strategie terapeutiche. È fondamentale continuare a esplorare questi temi per migliorare la diagnosi, il trattamento e la gestione dei pazienti affetti da COVID-19, specialmente per coloro che soffrono di disturbi sensoriali come l’anosmia.

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